All’alba del nostro cammino teatrale – il terzo anno, per l’esattezza – più che un Gruppo eravamo un’Assemblea popolare... Quanto alle “attrezzature”, c’erano le cose più varie ed imprevedibili. Il telaio per far reggere i teli, per esempio, era costituito da tubi dell’acqua che montavamo e smontavamo di volta in volta. Il trucco lo facevamo ancora utilizzando tappi di sughero affumicati, ecc.

Bon, adesso vi racconto un fatto, anzi due.

 

Ci recavamo in trasferta per una replica, con quella fiera di oggetti in bella vista sul cassone di un camioncino privo di telone. Giunti all’ingresso del paese, luogo dello spettacolo, ci fermammo. Non sapevamo verso quale di due piazze dirigerci. E dato che nel Sud per dare un’informazione si mobilita l’intera cittadinanza, subito si avvicinò un signore il quale, alla vista della nostra oggettistica, ci disse senz’altro: “Le bancarelle da quella parte, prego”.

I nostri amici stranieri di un’altra Compagnia avevano invece un camion di loro proprietà, per di più con il cassone provvisto di telone. Ma la povertà era la stessa, tanto che avendo bisogno di legname si avvicinarono di notte ad una stazione ferroviaria dove avevano avvistato una catasta di traversine. Presero subito a caricare, aiutati da sorella Ombra. Ad operazione conclusa, si avvicinò una macchina della Polizia. Accidenti a chi non apprezza l’Arte. Subito un’attrice, da poco diventata mamma, salì sul cassone ed abbassò il telone. Arrivano. Iniziano le indagini. Dopo aver fiutato intorno al camion, i poliziotti alzano il telone: l’attrice, seduta sul cumulo occultato da una coperta, scoperto il seno sta allattando. “Pardon, Madame”. Abbassano il telone, e dichiarata senz’altro chiusa l’indagine vanno via.

Secoli fa, in un Paese straniero. Non ne ho parlato per incitare all’illegalità, ci mancherebbe.

In 50 anni il teatro mi ha ripetutamente insegnato che c’è sempre un modo (legale) per lottare, creare, resistere. Non per nulla illustri copioni richiedono di mostrare personaggi in volo. Facilissimo. Il difficile è rimanere fedeli alla propria responsabilità di attori nei confronti del mondo. Sopravvivendo. Ma qui finiscono le chiacchiere ed iniziano le fratellanze. O le solitudini.

                                                                                               Sandro Cianci