In occasione del Giorno della Memoria dell’anno 2050 il nostro tempo verrà ricordato pressappoco così:

 

In Italia la ricchezza in possesso dell’1% più ricco superava quanto detenuto dal 70% più povero ed oltre il 30% dei giovani occupati guadagnava meno di 800 euro lordi al mese.

E nel mondo:

-Il reddito di 3,8 miliardi di persone poverissime non superava l’1% della ricchezza planetaria;

-2.153 miliardari detenevano la stessa ricchezza detenuta da 4,6 miliardi di persone, vale a dire circa il 60% della popolazione mondiale;

-il 46% delle persone viveva con meno di 5,50 dollari al giorno;

-si stimava che il lavoro non retribuito o non riconosciuto delle donne (lavori di cura di bambini, malati, anziani; lavoro domestico) avesse un valore pari ad almeno 10,8 trilioni di dollari all’anno, ossia, in quel momento, 3 volte le dimensioni dell’industria tecnologica mondiale;

-22 miliardari possedevano più di tutte le donne del continente africano messe insieme.

Altri dati, non meno allarmanti, concernevano la crisi climatica - che aveva raggiunto livelli assai prossimi al punto di non ritorno -, le guerre commerciali e quelle legate al possesso delle risorse naturali – capaci di innescare conflitti planetari -, ecc.

In altre parole, il successo del capitalismo equivaleva al fallimento della società ed a rischi di estinzione o distruzione del pianeta. Più che trarne motivo di disperazione, l’umanità avrebbe potuto utilizzare i dati per acquisire maggiore chiarezza circa il vero problema da affrontare. Dopotutto la consapevolezza accelera le soluzioni, e “le contraddizioni sono speranze”, diceva un noto drammaturgo tedesco”.

(P.S. : Le cifre citate sono tratte dal rapporto 2020 di OXFAM, organizzazione umanitaria internazionale, presentato alla vigilia del convegno di Davos che vede riunirsi annualmente i potenti della politica, dell’industria, della finanza, a livello mondiale).

                                                                                                        Sandro Cianci