Cara Sabina,

Ti raccontiamo una storia.

 

C’era una volta la stella cometa che aveva accompagnato i Magi fino alla grotta di Betlemme. Dopo aver visto il Bambino, però, la stella non voleva più obbedire al destino: tornare in cielo e vivere e morire come le altre stelle.

La sua resistenza era commovente, sembrava un piccolo essere indifeso. Allora l’arcangelo Michele, mosso a pietà, andò dall’Onnipotente e lo convinse: la stella cometa fu trasformata in una stellina bianca a sei petali con la punta degli stami giallo oro come si pensa possano essere le punte di una stella.

Fu così che nacque il giglio di campo.

Cara Sabina,

non abbiamo potuto raccontarti questa leggenda a voce perché al tramonto del 5 novembre, respirando dolcemente, ti sei avviata all’Invisibile.

Ciao. Ci hai insegnato la generosità silenziosa e l’umile bellezza di un fiore. Sei entrata a pieno titolo, ma dalla porta degli Ultimi, nel grande popolo di coloro che fanno un mondo migliore offrendo un lieve sogno di mitezza. Possa il piccolo giglio di campo esserti compagnia e luce al Viaggio. Non avresti chiesto altro.

Grazie. Ti vorremo sempre bene.

                                                                               ll Piccolo Teatro del Me-ti con i suoi amici vicini e lontani