Care Amiche, Cari Amici,

In questo periodo, non sapendo fare di meglio, cerco di tenere vivo il nostro antico legame rovistando dentro di me come tra le rimanenze di un vecchio magazzino. A volte si fanno povere scoperte, in qualche caso nella loro povertà preziose. Ve ne offro una di sette righe:

 

Non ho nulla di mio

Ma quando a sera

il cuore duole

rompendosi nel silenzio

so che di ciò che ho avuto

nulla

ho trattenuto per me.

                                                                       Sandro Cianci

(P.S.: Altro argomento. Se me lo consentite, colgo l’occasione per invitarvi a leggere una lettera delle donne curde al mondo, reperibile sui quotidiani di oggi e su Internet. Grazie).