I nostri due incontri del 25 e 27 aprile, dedicati ai paesi ed alla Resistenza, sono avvenuti. Eravamo in tanti. Evviva. E che cosa è accaduto di così importante?

Siamo stati bene. Insieme. Questa è la parola più importante: insieme. Sono passate tra noi energie forti. Le solitudini servono, quando servono, per scendere più in fondo dentro di sé, riordinare la rotta, ascoltare in silenzio il mondo. Poi basta, altrimenti succhiano l’aria e diventano mortali.

Insieme. Parole di grandi poeti, storie di ragazzi che si strapparono l’anima per una libertà che a noi sembra naturale senza essere per nulla tale: la si perde con niente, nessuno te la regala e nessuno basta da solo per difenderla al posto tuo.

E ancora: gesti, umili oggetti della casa, sorrisi, risa, commozione, l’altro che nessuna macchina ti dà, l’altro senza il quale non esisti, l’altro che non trovi se non esci per incontrarlo. L’altro, gli altri senza i quali non stai bene, che te ne renda conto o no.

Siamo stati bene insieme. Il teatro non lo si racconta, lo si incontra. Ma una cosa la possiamo dire, a proposito del 25 aprile vissuto presso la “Gallina Scalza”: i sistemi autoritari hanno bisogno delle nostre solitudini. Non le avranno, perché il gioco lo abbiamo imparato e faremo di tutto perché non sia ignorato.

                                                                                  

                                                                                                     Il Piccolo Teatro del Me-ti