In un’epoca come la nostra, segnata non solo da una lunga crisi economica ma anche da una grave, crescente deriva sul piano umano, civile, culturale, rilancio una proposta non mia ma che condivido profondamente.

Risale al 2011, ne fu autore un maestro del cinema, il regista greco Theo Angelopoulos. Come lui, sono persuaso che da nessuna delle suddette crisi si esce senza una grande crescita (o rinascita, o sviluppo ) culturale di massa.

Angelopoulos:

La mia proposta per il mondo del cinema e della cultura in generale è FARE DI PIU’ NELLA DIREZIONE DELLA CULTURA, perché è la sola cosa che può salvare la Grecia. TROVARE UN LINGUAGGIO attraverso la cultura PER PARLARE DI TUTTO ma essere presenti - tutte le persone, gli scrittori, i cineasti, i musicisti - tutti in una cooperativa dello spirito, cercare di COINVOLGERE LA GENTE in questa grande cooperativa, NON SOLO COME SPETTATORI, creare una rivoluzione culturale. Tutto è possibile se lo si vuole, tutto è possibile se arriva al momento giusto (…)”.

La mia proposta, riprendendo questa intuizione, è quella di costituire una cooperativa “ideale”, fondata sulla sola base di un patto morale. La rivolgo a tutte ed a tutti: Associazioni, Gruppi, singole persone, artisti, non artisti… Ossia a tutti coloro che intendono “fare di più nella direzione della cultura”. Una cultura che si occupa di tutto ciò che ha a che fare con la vita delle persone (parlare di tutto”), tentando di aiutarle ad approfondire la consapevolezza delle trasformazioni in corso e di individuare possibili percorsi che pongano l’umano ed il bene comune come mete prioritarie, lottando di fatto contro ogni deriva che proceda in senso contrario; una cultura che intende coinvolgere gli interlocutori rifiutandosi di confinarli nella categoria di “spettatori”.

Aderire a questa “cooperativa” significa semplicemente condividere questi fini e sforzarsi di operare di conseguenza, mantenendo in tutti i sensi la propria autonomia ideale, progettuale, decisionale, operativa. Nessuna formalizzazione giuridica, niente statuti né organi statutari, niente bilanci in comune, niente cariche né riunioni o assemblee, niente obblighi reciproci o di iniziative comuni, niente obblighi di natura economica (né nel senso del “dare” né in quello dell’ “avere”). Una cooperativa morale, invece. Un grande atto simbolico collettivo, l’adesione ad una sorta di manifesto (questo) di impegno culturale per la ri-costruzione di un mondo migliore, di un’umanità che va pericolosamente perdendosi, in Italia come in un largo altrove. Tutto qui.

Quanto alla denominazione, a me piacerebbe un motto: “PRIMA LE PERSONE”.

Chi intende comunicare la propria adesione può farlo semplicemente scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quello che posso fare, per quel che riguarda la mia persona, è offrirmi di tenere aggiornato l’elenco degli aderenti. Del resto non credo che a livello collettivo ed organizzativo ci sia da fare altro. Le energie vanno spese per l’attività culturale – la vera sostanza – sapendo però di essere un po’ meno soli di prima.

Grazie.

                                               Sandro Cianci