Care Amiche, Cari Amici,

Tra il 2015 ed il 2018 mi è accaduto due volte di essere ricoverato in ospedale per problemi alquanto delicati.

In entrambi i casi, l’esperienza mi ha consegnato una forte, assoluta, radicale percezione di essenzialità, una lucida quanto lancinante visione di ciò che davvero conta nella vita, ben al di là dell’ innumerevole superfluo con il quale siamo soliti affliggerla. Tornato alla quotidianità, con quale facilità l’ho perduta! Eppure mi ero sentito “restituito” a me stesso, alla più nuda umanità, ad una verità dell’essere che precede ogni loquace affannarsi.

Durante il secondo ricovero ho scritto dei versi o, forse, semplici pensieri, parole. Non riuscivo a dare forma compiuta e rasserenata a ciò che avvertivo. O forse era proprio così che volevo scrivere, nascondendo a me stesso un oscuro, indecifrabile, mai raggiunto desiderio di tacere.

Non so se ne farò una piccola, modesta pubblicazione. In ogni caso, vorrei qui di seguito offrirvi la poesia con la quale la breve raccolta si chiude.

Vi abbraccio caramente.                                                                              

Sandro Cianci

E QUESTO E’ TUTTO

A sera,

pellegrino,

volgi indietro lo sguardo

alla strada

e conta

con quanti sorrisi

hai acceso

il cammino degli altri

Dopo, canta.

Nessun luogo è tuo.

(Da: Sandro Cianci, “IL CAMMINO DELL’ALTRO”, inedito)