Viviamo in un tempo di secessioni. Non solo tra popoli, patrie e territori, ma anche tra singole persone.

Ognuno sta solo sul cuor della terra…”, scriveva, sebbene in un senso diverso e più profondo, Quasimodo. Hai voglia a connetterti, a stringere amicizie virtuali… Una solitudine sostanziale quanto devastante continua a diffondersi.

Ma, dicevo, le secessioni sono molte. In questi giorni si torna a parlare, con la definizione di accordi a livello governativo, di una secessione ora detta “autonomia”: quella di alcune regioni ricche del nord dalle altre regioni italiane e, sostanzialmente, da quelle povere del sud.

Cosa fare di fronte a questo?

Lottare per un’altra idea di autonomia: solidale e fondata sulla storia, sulla posizione geografica e sulla cultura del nostro Paese. Fondata sul Mediterraneo. E cioè, per definirla con parole di Franco Cassano riferite al sud, un’autonomia “fondata non sulle esclusioni, ma sull’eccezionale capacità di includere, perché solo questa vocazione permetterebbe di rovesciare l’esposizione del sud e dell’Italia in uno straordinario vantaggio, quello di essere il punto in cui l’Europa incontra, tramite il Mediterraneo, il sud e l’est del mondo”. Un’Italia dunque “non più portaerei dell’impero atlantico, ma ponte mediterraneo, tessitore di rapporti pacifici tra i popoli, interfaccia attraverso cui le culture imparano ad usarsi reciprocamente rinunziando alla pulsione dell’annientamento dell’altro.

Il federalismo nel mezzogiorno sarà una cosa seria solo se saprà tentare quest’autonomia più grande e complessa”, solo se saprà essere “il filo per pensare qualcosa che è insieme profondamente antico e radicalmente nuovo”.

Perché nasca questa autonomia scritta da sud c’è bisogno di un Mezzogiorno capace di elaborarla, di credere in sé stesso e nelle proprie singolari, variegate, preziosissime risorse, capace di darsi una classe dirigente all’altezza, capace di chiedere, riconoscere, mettere a frutto la doverosa abnegazione, le energie e le competenze dei giovani, degli intellettuali, degli educatori, ecc.

Certo, è difficile. Ma una cosa del genere farebbe bene all’Italia tutta ed alla stessa Europa.

                                                                         Sandro Cianci

(Le parole di Cassano sono tratte da: F. Cassano e G. Cotturri, “FEDERALISMO E MEZZOGIORNO”, Franco Angeli, Milano, 1999, pp. 26-27)