Tu che cosa hai fatto?”, ci chiederanno domani i nostri nipoti. Care Amiche, cari Amici, vi sono momenti nei quali, a me sembra, bisogna alzarsi, uscire dal silenzio e prendere la parola.

Uno, mi pare, è proprio quello che stiamo vivendo. L’azione politica che è cresciuta incentivando il rifiuto del diverso non ha mai portato nulla di buono. Le argomentazioni di supporto, sebbene strumentali, non sono mai mancate, ma la storia italiana del ‘900 parla chiaro e non concede appello: finite le certezze prive di dubbio, il disastro, alla fine, è puntualmente arrivato. E non ha risparmiato nessuno.

Un gruppo di cittadini, per tornare al nostro tempo, ha lanciato un’iniziativa – denominata, non casualmente, “L’Italia che resiste” – che darà vita ad una catena umana attorno a tutti gli edifici di tutti i Comuni d’Italia per manifestare la volontà di “contrastare politiche di governo che vanno, in modo antistorico, riportando nel nostro Paese razzismo e xenofobia”. L’iniziativa è stata ripresa e rilanciata a livello nazionale, tra gli altri, da Legambiente, il cui Circolo di Paglieta dà appuntamento, a tutti coloro che desiderano partecipare, per sabato 2 febbraio alle ore 15.00 sotto la sede del Comune, in via Martelli Di Matteo, 10.

Facciamo in modo – in questa ed in mille altre maniere (peraltro è possibile in ciascun Comune che i cittadini organizzino autonomamente un gruppo) – che chi verrà domani non dica, parlando dei nostri tempi, “Perché i loro poeti hanno taciuto?” (per usare le parole di un grande scrittore).

Ed i poeti, in questo caso, siamo tutti noi, adulti di questo tempo.

                                                           Sandro Cianci