A  SAVOIR  PAR  COEUR

 

 

 

Sul cancello chiuso, il lungo bastone che le era servito per scendere in campagna.

Sotto l'albero, la sedia rimasta vuota sulla quale si era seduta di tanto in tanto a riprendere un po' di forze.

Giusto ai piedi della sedia, il gatto - pacifico, sovrano - come per proteggere quel vuoto fino al giorno dopo.

 

Già da un po' la vecchia era sulla strada di casa. L'attendeva il riposo della notte.

E l'indomani avrebbe riaperto il cancello, carezzato il gatto, fatto uscire le galline, dato loro da mangiare, dato da vivere alla vita con quel poco o quel tanto che ancora le riusciva di fare.

 

 

Quello stesso giorno, in Siria, le bombe avevano abbattuto un ospedale per bambini.

 

 

Dunque:

 

 

Il bastone della vecchia,

l'albero,

il gatto,

la sedia.

 

 

Le bombe.

 

 

 

Era stato così che quel giorno aveva riassunto la profonda differenza tra la pace e la guerra, tra la vita che accoglie anche la morte e la morte che sa solo la morte.

 

 

 

"A savoir par coeur", dicono in Francia. E cioè: da conoscere a memoria, ma passando per il cuore.

O almeno, così mi piacerebbe tradurre.

 

 

 

                                         Sandro Cianci