CHI L'HA VISTO?

 

 

 

 

Accadde, un giorno, un fatto strano: nessuno si sentiva più felice. 

Passi per i poveri i quali da tempo avevano rinunciato persino a porsi il problema. Ma i ricchi!

Vi erano banchieri, grandi manager, gestori di fondi d'investimento, ex presidenti del Fondo Monetario Internazionale, ex capi di governo entrati in potenti banche, che avevano confessato di ritenere la loro vita "vuota". Questo non era mai accaduto.

Infatti scoppiò l'allarme.

Molti comuni mortali pensarono che così stando le cose non vi fosse più speranza per nessuno. Come si dice, addio sogni di gloria.

 

 

Proprio quando la disperazione aveva raggiunto l'apice, un tale, non ricordo chi, se ne venne fuori con una storia non poco stramba. Disse che non vi sarebbe mai stata felicità senza che prima si fosse ritrovato l'Altro.

Bum. Ti pare facile. Prima di tutto chi era questo signor Altro? In secondo luogo, dove trovarlo? 

Alla fine si rivolsero a "Chi l'ha visto?" La trasmissione lanciò un appello e piovvero segnalazioni da ogni parte. Vane, tuttavia, vane vane vane.

 

 

Gira e rigira, finalmente si presentò uno che disse:

 

 -Questo, forse, può aiutare le ricerche.

 

Detto ciò, lesse un breve scritto di Farid-al-Din Attar, un poeta persiano del 1100:

 

 

La porta era chiusa:

"Chi è?"

"Sono io."

"Non ti conosco."

E la porta rimase chiusa.

Il giorno dopo:

"Chi è?"

"Sono io."

"Non so chi sei."

E la porta rimase chiusa.

E il giorno dopo:

"Chi sei?"

"Sono te."

E la porta si aprì.

 

 

La storia è ferma qui perché ancora ci si interroga sul significato di quelle parole.

 

 

                                                            

                                      Sandro Cianci