SBANDAMENTI

 

 

 

Intorno all'Olmo, di fronte a casa mia, c'è una comunità.

Ne fanno parte il Vecchio Noce, i Cani di Vito, il mio, il Gelso che gli regala ombra, il Marciapiede mai finito, Erbe senza casa, Lumachine di lungo corso, Serpenti di striscio, io, Augusta, Antonietta, Lina e tanti altri ancora.

 

 

Di comunità così ce n'è quante ne vuoi. Ogni punto vi è centro e periferia, dipende da dove ti metti. Il Mondo - oh meraviglia - vi gira senza gerarchie.

Insomma, nessuno è solo. Basta vederle, le comunità, e respirarci dentro.

 

Ieri, che era inverno grigio, il Pettirosso è venuto davanti alla finestra. Che spudorato! Nemmeno gli importava della mia tristezza! A furia di ballare me l'ha scacciata via ed al suo posto m'ha messo l'allegria.

Allora mi sono ricordato di una storia.

 

Una volta gli uomini furono sul punto d'impazzire. I pensieri insoddisfatti - pieni di rancori, sbalzi e delusioni, guerricciole, liti e frustrazioni - si agitavano da scoppiare. O quanti o quanti.

Un giorno, prima di deflagrare, salirono dal Signor Cielo e gli intimarono come fossero uno solo:

 

-O una risposta o sparo!

 

Il Signor Cielo, che è tutto aria e luce e dello sparo si fa un baffo, li guardò in faccia: erano ridotti a povere impazienze e conati pulsionali. Avevano problemi, certo, ma così non sarebbero andati da nessuna parte.

Allora quel gran nume ordinò a sé medesimo:

 

-Apriti Cielo!

 

Subito cominciarono a scendere sulla Terra mille fiocchi bianchi, leggeri e perché no ondivaganti.

Alcuni credettero la Neve.

Invece il Signor Cielo rimandava indietro quei pensieri, baciati di pura luce, per rifare vivo il cuore umano.

 

Gli restituiva, purché ne volesse, un po' di Poesia.

 

 

 

                                            Sandro Cianci