L A M P E D U S A  -  K H A R T U M

 

 

Questa notte

abbiamo cominciato a costruire

un ponte

ed una zattera di cuore.

Devono arrivare lontano:

non basta Tripoli

o attraversare il Sahara,

tanta strada -  e mare tanto - devono fare

quanti chilometri

gli Africani

per arrivare fino a noi,

o chissà dove.

Una zattera,

un ponte,

un cammello d'immaginazione,

chiediamo aiuto

ai bambini,

grandi esperti d'immagini

ed invenzioni,

audaci naviganti,

maghi,

costruttori di mondi nuovi

e porti franchi.

Chiediamo aiuto a

uomini, donne,

adulti e vecchi

di qualsivoglia età.

La strada è lunga

ma più lungo ancora

è scavalcare il muro

della paura che non ha pietà.

 

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

Avete capito bene: vogliamo costruire un ponte, con annessi zattera e cammello. Un ponte non di mattoni o di cemento - non avremmo mai tanti soldi quanti ne occorrerebbero - ma un ponte di parole e di doni fatti con le mani, musica e qualsivoglia cosa.

 

Un ponte per i migranti che anche ieri sono morti a centinania e centinaia sulla nuova rotta che dall'Egitto porta in Europa, dopo che gli altri accessi erano stati sbarrati come si tappano i passaggi ai topi.

 

Un ponte simbolico che abbia la sola forza che ha la poesia: muovere le coscienze verso l'uomo contro lo straripante schieramento di forze e mezzi che gliele rivolta contro.

 

Perché il problema dei migranti è complesso, non c'è dubbio. Ma allora è inutile girarci intorno: occorre una volontà vera e giusta, quella capace di togliere dal primo posto gli interessi privati di imponenti imprese multinazionali e restituire per intero priorità all'uomo. Occorre liberare il campo dalle taciute ambizioni di dominio ora di questo ora di quel Paese ricco se davvero si vuole la pace. Le misure volte solo a tamponare non serviranno a nulla ed andranno via come acqua fresca, il problema crescerà a dismisura e produrrà conseguenze su scala mondiale. 

 

Tutto questo i potenti l'hanno già ben chiaro, ma continuano a far mostra di non saperlo. Tocca alle moltitudini restituire l'uomo all'uomo e parlare parole vere.

 

Vorremmo creare dunque, come piccolo ma impegnativo gesto simbolico, un lungo poema di parole e di doni fatti come ciascuno/a crede. Lungo 7.608 chilometri quanti sono quelli che, per terra e per mare, i migranti devono percorrere da Khartum, in Sudan - punto di raccolta per uomini e donne di mezza Africa - fino a Lampedusa.

 

Facciamo che ogni poesia o prosa o dono simbolicamente offerto vale 1 chilometro. Al solo Me-ti non basterebbe una vita. Per questo chiediamo aiuto a tutti, a cominciare dai bambini. I genitori e gli insegnanti potranno cogliere l'occasione, se lo vorranno, per spiegare loro, una volta di più, un pezzo di mondo, contribuendo anche così a difenderli dall'eventualità di un pessimo domani.

 

Ma, lo ripetiamo, chiunque lo vorrà potrà costruire un chilometro di ponte, indipendentemente dall'età e da ogni altra differenza.

 

Presto vi parleremo delle modalità concrete secondo le quali potremo organizzarci, costruire il poema-ponte ed offrirlo al mondo. Teneteci dunque d'occhio.

 

Intanto grazie di cuore dell'ascolto. Restiamo umani e parliamo parole vere.

 

 

                                                           Il Piccolo Teatro del Me-ti