Il 2012 è iniziato con due gravi perdite nell’ambito della cultura e, direi, nell’ambito più generalmente umano: lo scrittore Vincenzo Consolo ed il regista greco Theo Angelopoulos se ne sono andati lasciandoci privi, in entrambi i casi, pur nella grande diversità dei registri, di una poesia spesso lancinante e di una lucidità estrema, dolce o tagliente che fosse.. Tutto questo nel momento in cui, finite le grandi sbornie iniziate in Occidente negli anni ’80, più forte torna ad essere la necessità oggettiva della poesia, degli strumenti che generano luce nelle coscienze, di ciò che chiamiamo cultura.Quanto a noi, l’inizio del nuovo anno ci...

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