DOVE VA IL ME-TI, OVVERO:
"COSI' VA IL MONDO E NON DOVREBBE ANDARE" (Brecht, Madre Coraggio )


una-strada-verso-linfinito-dd603b7d-dfc2-4045-b810-6b4b0b4e2657Care Amiche, cari Amici,
Certo, è ora che il Me-ti si rifaccia vivo....Eccoci allora con tutto quello che possiamo dirvi sullo stato attuale delle cose.
Nonostante la Vostra preziosissima prossimità e l'altrettanto generoso apporto di alcuni collaboratori – che conoscete ormai da lungo tempo – per continuare a camminare ogni giorno il Me-ti deve reggersi fondamentalmente sul lavoro di Augusta e Sandro. Ma gli anni passano per tutti e con essi crescono anche i problemi di salute... E' necessario dunque che alcune cose cambino: innanzitutto il nostro rapporto con il teatro dovrà fare felicemente a meno di ogni ansia e di ogni tensione ( lo stiamo dicendo a noi stessi ); e poi cambieranno, per esempio: la quantità di lavoro, il numero e la frequenza delle iniziative, la rigidità della programmazione e dei calendari, ecc.
Quello che stiamo immaginando non è un Me-ti "minore", bensì un Me-ti ancora più "informale" e proprio per questo ancor più "sostanziale".


Per noi si tratta, come sapete, di portare fino in fondo un discorso già iniziato da lungo tempo che mira a superare il teatro in favore di momenti e luoghi d'incontro quanto più possibile autentici, che mira a non pensare l'attività in termini di "spettacolo" ma, fondamentalmente, di eventi umani, case, luoghi, persone.... Ecc.
Tutto questo a maggior ragione in un momento come quello nel quale viviamo, quando si fanno sempre più chiare le cause e la direzione di una deriva che riguarda larga parte del pianeta. Se la corruzione e lo snaturarsi della " politica" sono problemi molto gravi ed urgenti, diffusi in diversi Paesi, essi non sono tuttavia le cause prime delle difficili condizioni di vita e del malessere che riguardano la maggior parte degli abitanti del pianeta. La "politica" degenera perché, ancor prima, è stata svuotata dei suoi poteri e piegata in direzione contraria ad un'autentica democrazia delle persone. I poteri reali sono stati assunti di fatto da un sistema di finanzieri e grandi gruppi multinazionali che opera, imponendo esigenze e linee di direzione anche ai governi, al solo scopo di "estrarre " ricchezza da tutto il vivente: ambiente, cultura, salute, vita delle persone, ecc.
Per fare un esempio: questi grandi gruppi acquistano regioni di Paesi africani e di altri continenti per sfruttarne in maniera esclusiva le risorse ( terreni, risorse del sottosuolo quando vi sono, ecc. ). In cambio i governi locali provvedono ad espellere contadini ed abitanti del luogo affinché lo sfruttamento possa avvenire senza l' "intralcio" degli esseri umani. Quando poi questi ultimi arrivano in Europa, vengono classificati come "migranti economici" e rimandati indietro. Indietro dove?
" Migranti", "Esodati", "Esuberi", "Precari", "Senza lavoro", "Sans-papiers",ecc.: gli "espulsi" nel mondo sono in continuo aumento. Variano le denominazioni ma uno è il sistema, una la causa che li produce tutti: "capitalismo estrattivo", lo chiama Saskia Sassen – una studiosa estremamente rigorosa – che ci racconta tutto questo nel suo ultimo libro: "Espulsioni", edito da Il Mulino.
Ma se le cose stanno così, la corruzione e lo snaturarsi della "politica" in Occidente, per quanto molto gravi, sono dunque solo la punta di un iceberg che fa esplodere la nostra rabbia. La causa prima della nostra prostrazione interiore si trova invece molto più in profondità ed è nella sensazione che tutti proviamo di non contare più nulla in quanto esseri umani, inseriti come siamo in un meccanismo che sottomette noi e l'intera nostra vita all'imperiosa necessità di accumulare una quantità smisurata di ricchezza da parte di pochi.
Questo, a nostro avviso, è il punto. Il resto o non è serio o, quando lo è, non può essere letto a prescindere da tutto questo.
Il "che fare?" resta un problema urgente ed enorme. E non abbiamo certo la folle ed illusoria presunzione di poter costruire una risposta da soli. Ma intanto, per scendere finalmente dai piani alti e tornare alle umili forze di noi tutti, c'è almeno una cosa che a nostro avviso non dobbiamo fare: cedere alla tentazione, verosimilmente oggi molto diffusa, di accettare una sorta di "suicidio interiore", quale che ne sia la forma: rottura delle relazioni con il mondo, solitudine depressiva, accentuazione dei consumi superflui, ecc. Certo, ci mancherebbe, ognuno fa quello che vuole e di sicuro non deve rendere conto a noi. Ma, per quel che ci riguarda, non acconsentiremo a nessun "suicidio".
Come avete potuto vedere, abbiamo già ripreso l'attività proponendo una raccolta di "poesie brevi" di Sandro Cianci ( "La rosa sopravvissuta alla forza del vento" ). Se lo desiderate, potete procurarvi il piccolo libro presso la Cartolibreria Dell'Elce, a Paglieta, oppure scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; nei prossimi mesi metteremo a Vostra disposizione altri scritti;
in ottobre abbiamo elaborato un nuovo testo teatrale "E che ne sai? Effe come Alfredo": Augusta potrebbe prestargli voce e dunque corpo tra l'inverno e l'estate 2016;
nei prossimi mesi ci auguriamo di potervi proporre incontri informali ma ricchi di umana sostanza, come si fa con gruppi di amici;
infine andremo, se e dove saremo invitati, per incontri analoghi, come potremo e soprattutto quando le condizioni di salute ecc. ce lo consentiranno.
In ogni caso Vi terremo informati di volta in volta, spiegandoci meglio nei dettagli. Voi, però, non dimenticate di dare di tanto in tanto uno sguardo al nostro sito.
Coraggio, allora!!
Il Me-ti c'è. Vi abbracciamo forte

Il Piccolo Teatro del Me-ti