A  CHE  PUNTO  E'  IL  ME-TI

 

 

     Care Amiche, Cari Amici,

 

 

     Forse molte e molti di voi si chiedono che ne è del Me-ti. Per rispondere a questo eventuale e giusto interrogativo provo, a titolo personale, a fare il punto.

ANDARE  VERSO

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

Prendiamo dalle pagine di Ritsos - sempre accoglienti - non una poesia ma tre soli versi. Già bastano per fare una pianta del nostro piccolo giardino.....

 LA   F E D E

 

 

 

 

     Seduto sopra un'asina, l'Uomo avanza verso Gerusalemme. Dietro di lui un codazzo di storpi, ciechi che attendono la guarigione, mendicanti e miracolati. Ai due lati della strada la folla agita rami tagliati dalle palme, butta poveri mantelli a mo' di tappeto davanti all'asina.

"Hoshiannà!, gridano, "Vieni a fare salvezza!". Chi è costui?, chiede uno. Quello che fa i miracoli. "Hoshiannà! Hoshiannà!"

COGNAC PER UN ALTARE

     Passava per Piazza Venezia 2-3 volte al giorno. Andata e ritorno, dalla casa dove abitava alla bottega di calzolaio. Mio nonno aveva vent’anni, era il 1911.

COGNAC PER UN ALTARE

     Passava per Piazza Venezia 2-3 volte al giorno. Andata e ritorno, dalla casa dove abitava alla bottega di calzolaio. Mio nonno aveva vent’anni, era il 1911.

FORTEZZE E FRONTIERE

 

 

 

La mia gallina preferita era quella grigia, nel piccolo pollaio dentro lo scantinato di casa nostra. Sotto la finestra, ad un passo dalla porta per la strada.

Nei vicoli s'incontravano cani, gatti, asini, cavalli, mosche, api, maggiolini, scarafaggi, formiche a file tedesche e l'acciottolato per le biglie dai colori irripetibili.

IL GIARDINO DI TUTTI NOI

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

 

In attesa di poter tornare ad offrirvi anche momenti di teatro, cerchiamo di mantenere vivo il contatto con voi pubblicando con una certa frequenza storie e scritti vari sul nostro sito.

B R E V I   D I  C R O N A C A

A proposito dei piccoli migranti che ce la fanno.

ELOGIO DI CIO' CHE NON DEVE MUTARE

 

 

 

Nel naturale mutare dei giorni, della Storia e di noi stessi, vi sono cose che non devono mutare. Ce le ricorda YANNIS RITSOS, grande poeta greco del '900, che per l'intera esistenza lottò, pagando di persona, per la liberazione dell'uomo

 Care Amiche, Cari Amici,

 

 

Sappiamo tutti che nel cammino di ogni individuo si leggono tracce di quello collettivo e che non vi è futuro senza riflessione sul passato dal quale veniamo. In tal senso, quale modesto contributo, offro di tanto in tanto al sito del Me-ti piccoli resoconti di vita, né più né meno importanti di quelli di ciascuno di noi.

Grazie della lettura. Vi abbraccio.

 

Sandro Cianci

 

 

                                             

                                              L' ALTRO MONDO

Ritrovai il silenzio di mio padre sulle facce dei contadini. Ora so perchè. Venivamo tutti da quel mondo: mio padre, io, bottegai, impiegati, maestri muratori. Tutti, compresi i molti che in paese detestavano i "cafoni".