A  CHE  PUNTO  E'  IL  ME-TI

 

 

     Care Amiche, Cari Amici,

 

 

     Forse molte e molti di voi si chiedono che ne è del Me-ti. Per rispondere a questo eventuale e giusto interrogativo provo, a titolo personale, a fare il punto.

 

 

1) Su tutto incide in maniera notevole la situazione di Augusta e mia. Tale situazione, fortunatamente, oggi come oggi non ha nulla di allarmante. Tuttavia, presa nel suo complesso ( età, condizioni psico-fisiche, carichi di lavoro di Augusta ), in questa fase consente di fare molto poco.

     So bene, e ne sono onorato da sempre, che il Me-ti, pur nell'assoluta modestia delle sue capacità e pur con tutte le sue insufficienze, rappresenta un punto di riferimento ideale per molte e per molti. Tanto più in un momento nel quale, a me sembra, una gravissima situazione sociale, culturale, ecc., tende ad indebolire fortemente ed in molti modi la nostra capacità di umanità. Per scongiurare tale minaccia, questo desidero ribadire innanzitutto, continuo a sentirmi come tante altre persone profondamente impegnato, ma sono obbligato a fare i conti non solo, ovviamente, con le mie capacità, ma anche con le mie attuali possibilità ed impossibilità.

 

2) Per franchezza ed onestà, io credo che il nostro ormai non sia più nemmeno un gruppo teatrale ma, semplicementeun luogo umano. E, se proprio occorre un nome, non lo chiamerei nemmeno più "Piccolo Teatro del Me-ti" ma, per esempio, "Piccola terra di poesia", fermo restando che ogni angolo della terra è tale. Una poesia intesa come una realtà che, pur facendole proprie, va ben oltre le composizioni scritte di chi classifichiamo come "poeta", ed è anzi nella vita stessa e la esprimiamo e si esprime ogni giorno, in mille pratiche spesso inconsapevoli: un gesto, uno sguardo, cucinare, guardare il cielo, la tenerezza di un bambino, compiere un'azione senza ipocrisia né tornaconto, insomma tutto ciò che è grazia, gratuito, gratitudine, bellezza del vivente che accoglie e ci accoglie e ci conduce all'estremo limite della nostra umanità. Se i cuori sono deserti e disertati da questo, tutto può di nuovo accadere. Nel senso peggiore. Questo è il punto e questo mi viene da pensare.

   Per tale ragione io credo che la capacità di "poesia" di ciascuno/a di noi sia, insieme ad altre cose, al centro della battaglia decisiva del nostro tempo.

 

3) Che il Me-ti, spogliandosi di sé in quanto teatro, evolvesse verso un semplice ed informale luogo umano, ideale e concreto ad un tempo, a me sembra fosse inscritto ed evidente nel cammino già da molti anni, a prescindere dalle questioni relative all'età ed alle vicende della salute. Il teatro, se e quando potrà riapparire, sarà lì dentro, non distinto da tutto il resto né, soprattutto, manifestandosi come una categoria. Nulla e nessuno esiste come "categoria".

 

4) Questo ulteriore passo io credo che sia un'ulteriore crescita.

 

 

    Care Amiche, Cari Amici, tutto ciò che a me riesce di fare in questa fase è inviarvi, più o meno regolarmente, dei "messaggi in bottiglia". Modesti spunti per una riflessione. 

   In pratica già da qualche tempo il sito del Me-ti pubblica, e continuerà a pubblicare, ogni settimana ( di solito il lunedì o il martedì ), uno scritto. Talvolta si tratta di uno scritto di altri talvolta di uno scritto mio. I miei scritti sono di livello modesto, la ragione per la quale li propongo è perché ritengo che dietro i discorsi - in questo caso quello di un sito - sempre si debbano vedere anche le persone.

 

 La pubblicazione avverrà dunque sul sito del Me-ti (www.piccoloteatrodelmeti.org ). Raramente anche su facebook.

Se si salterà qualche turno ( potrà accadere ) vi chiedo scusa in anticipo.

 

   Se e quando Augusta ed io riusciremo a proporvi altro, non mancheremo di informarvi.

 

    Restiamo umani. E' diventato più difficile di quanto si possa pensare ma, lo ripeto, lavorare tutte e tutti per questo a me sembra decisivo. Perdonatemi se mi permetto di lanciare un appello.

      Restiamo umani. 

 

      Un caro abbraccio.

 

                                                                            Sandro Cianci