DIECI PUNTI CHE DIVENTANO UN APPELLO

 

 

Care Amiche, cari Amici,

 

Quando avevo appena terminato di scrivere i 10 punti che mi accingo a proporvi qui di seguito mi è giunta la notizia che ieri, giovedì 31 marzo, è stato devastato il monumento a Pier Paolo Pasolini, 40 anni dopo la sua morte, nello stesso luogo dove venne assassinato, l'Idroscalo di Ostia. La devastazione è stata rivendicata.

Per questa ragione ho deciso di proporvi subito il mio scritto che era destinato ad apparire lunedì o martedì della prossima settimana, secondo la cadenza della quale vi parlavo nello scritto precedente.

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

La settimana scorsa scrivevo che, a questo punto del cammino, personalmente immagino l'identità del Me-ti definita ormai dall'essere, semplicemente, un "luogo umano". Ora aggiungo un'ipotesi di

 

 

 

DIECI PUNTI PER UN MANIFESTO DELLA POESIA COME LUOGO DELL'ESSERE UMANO E DI TUTTO IL VIVENTE

 

1) La poesia appartiene ad ogni essere umano, indipendentemente dal grado di istruzione, dal ceto sociale, dalle convinzioni religiose o politiche, ecc.

Essa è fatta da ogni persona, consapevolmente ed inconsapevolmente.

 

2) La poesia non è un mestiere né una "categoria" ma è nella vita: in un gesto, in uno sguardo, in una situazione, nel più semplice istante o nella più semplice azione di ogni giorno, in noi, negli animali, nelle piante, nelle cose......

 

3) La poesia è il vivente stesso quando non ne facciamo oggetto di violenza, di possesso, di dominio.

Essa si dà in modo naturale, anche indipendentemente da noi ed anche senza che tentiamo di "farla".

 

4) Ciò non toglie che la poesia possa essere consapevolmente assunta anche come un percorso di vita.

 

5) La poesia si dà gratuitamente.

Noi abbiamo il compito di riconoscerla, accoglierla con gratitudine e sintonizzarci con il suo respiro.

 

6) La poesia è una casa molto spaziosa. Accoglie il meglio di quanto ciascuno/a di noi ha in sé nonché le forme alle quali ciascuno/a liberamente fa ricorso: scrivere, fare teatro, creare un dono con le proprie mani, ecc.

 

7) La poesia riconosce il male. Essa tenta di offrire un terreno d'appoggio affinché l'essere umano colmi le molteplici separazioni che ha stabilito rispetto al vivente del quale egli stesso è parte, così come come ne sono parte la borragine, il cane, il tavolo, il vento, gli altri esseri umani, ecc.

Tali separazioni spesso sono all'origine del male e/o delle sofferenze della persona.

 

8) La poesia assume in maniera attiva il dolore del mondo.

Essa aiuta e spinge a prendersi cura della terra intera e delle sue sofferenze. Pertanto la partecipazione a tutte le lotte che promuovono tale cura ( difesa dell'ambiente, lotta per la giustizia sociale, ecc. ) non è un dato accessorio ma un elemento sostanziale della poesia stessa.

 

9) Intesa in tutti questi modi, la poesia è una via della Bellezza che conduce verso l'altro, verso la riunificazione con tutto il vivente e dunque verso un autentico ritrovamento di sé.

La poesia, in questa maniera, è altresì una via della Bellezza che apre una porta molto avanzata sull'indicibile.

 

10) La poesia è di fatto un luogo di resistenza al soccombere della parte migliore dell'essere umano. Nessun mutamento storico è possibile senza passare per il cuore dell'uomo.

                                         Sandro Cianci