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VALORI

Niente da fare.
Mi chiedo cosa diranno, un giorno, di noi.
Perché altri verranno e anche di noi parleranno i libri di storia.
Ma andiamo al dunque.

I leader dei 7 paesi più industrializzati del mondo occidentale si sono riuniti ed hanno discusso, tra l’altro, del problema dei vaccini ai paesi poveri.

Punto uno: i brevetti delle grandi case farmaceutiche non si toccano, neanche nel senso di adottare una semplice sospensione temporanea in considerazione dell’eccezionale situazione pandemica.
Questa, di fatto, la prima unanime conclusione.

Secondo: i paesi poveri, tuttavia, vanno aiutati. I ricchi promettono loro un miliardo di dosi di vaccini anti-Covid.
In realtà, ne occorrerebbero 11, di miliardi di dosi, per raggiungere una protezione vaccinale efficace a livello mondiale.
Per fare solo l’esempio dell’Africa (dove nell’ultima settimana 4 paesi hanno registrato un incremento del 30% dei casi di Covid 19), ad oggi è stato somministrato circa il 2% delle dosi di vaccino complessive del mondo.
Al ritmo attuale, secondo Oxfam, ci vorrebbero 57 anni per i paesi a basso reddito per raggiungere il livello di vaccino dei suddetti 7 paesi più industrializzati.
Uomini e no, evidentemente.

Al termine del summit i leader si sono spesi a sottolineare altre “promesse” annunciate a proposito del vaccino per i paesi poveri. Ma esse, dentro un apparente, retorico filantropismo, presentano gravi limiti che ne comprometterebbero la reale efficacia, come emerge da un resoconto analitico e molto dettagliato, apparso sul “manifesto” del 13-6-2021, di Nicoletta Dentico, esperta di salute globale.

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi. A volte anche i silenzi.


Sandro Cianci