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UNA STORIA DELLA PAPUASIA

Non ricordo quando – mettiamo ieri mattina – nella lontana Papuasia una rivista ha proposto ai suoi lettori un singolare quiz.
Più o meno questo, il testo:

“ -Ogni anno, nel mondo, 1 miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo finiscono in spazzatura, mentre circa 800 milioni di persone soffrono la fame.

-Un piccolo paese è riuscito a produrre, con il solo denaro della collettività, un vaccino anti covid pubblico e ne distribuirà entro 6 mesi cento milioni di dosi ai paesi poveri, mentre paesi ben più ricchi e grandi non riescono a farlo.

-Ogni anno, nel mondo, vengono desertificati migliaia di ettari di suolo fertile.

-Negli ultimi 50 anni, a causa del disboscamento, sono andati perduti 809.875 km quadrati di foresta amazzonica, polmone della terra. Senza di essa si rischierebbe di perdere tra il 17 % ed il 20 % di risorse di acqua ed il 10 % di tutta la biodiversità mondiale.

-E’ tornata la schiavitù di massa. La condizione lavorativa di rider, dipendenti delle piattaforme, operatori di call center, giovani che fanno lavoretti per pochi soldi, braccianti agricoli, ecc., lo fa pensare”.

Il quiz proseguiva citando altri fenomeni di identiche, catastrofiche proporzioni e si concludeva con una sola domanda: “Vero o falso?”
I lettori hanno risposto in massa che certamente si trattava di falsità. Tranne uno, che invece ha barrato la casella “Vero”.
E’ stato subito segnalato alle competenti autorità sanitarie con preghiera di prendere in esame quel caso di follia, dato che, ove l’uomo sia sano di mente, si sarebbe costretti a pensare che alla guida del pianeta ci sia un sistema capace di distruggerlo in pochi decenni.

Sandro Cianci