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IL RESTO DELLA PANDEMIA: PICCOLE RIFLESSIONI

Tutto ciò che di negativo emerge con la pandemia riguardo riguardo al sistema che regola il nostro modo di convivere – per esempio: competizione in spregio di ogni valore umano tra Stati, categorie sociali e persino individui – temo che non sia affatto il portato inevitabile della pandemia stessa ma solo la rivelazione in maniera più evidente del sistema sociale ordinario che regola la nostra vita.

Da quest’altra, radicale “pandemia”, destinata a durare ben oltre il Covid, a mio parere non usciremo se non avendo il coraggio di guardare fino in fondo il volto di questo nostro sistema per cominciare insieme a discutere, sperimentare ed a mano a mano calibrare un sistema profondamente diverso.

Ci vorrà tempo? Sicuramente e molto. Utopia? Sì e tanta. Ma l’utopia non è un mondo “perfetto” bensì ciò che – in quanto idea, bi-sogno, speranza – ci fa camminare e, camminando, crescere, diventare migliori come persone, come comunità, come vita.

Due citazioni (nulla di mio) per cominciare-tornare ad immaginare un altro modo di essere società:

La stima maggiore devesi non già a colui che accumula ricchezza per sé a scapito degli altri, ed ha maggior numero di servitori, ma a chi serve di più gli altri e agli altri dona di più”  Lev Tolstoj

Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; noi vogliamo che gli uomini, affratellati da una solidarietà cosciente e voluta, cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il medesimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza”  Errico Malatesta

Vaghezze? Continuiamo pure a chiamarle così. In compenso non abbiamo altra scelta e prima o poi lì bisognerà arrivare.
Riprendiamo allora il lungo cammino imparando a procedere per prove ed errori, sapendo ormai che non esistono modelli assoluti e che anzi questi si trasformano prima o poi in un altro, micidiale modo di rinnegare l’umanità.
Puntiamo sulla lettura, l’istruzione, la cultura, la parola che è incontro, rispetto e riconoscimento dell’altro, socialità creatrice.

Sandro Cianci