Pubblichiamo un contributo di una cara amica del Me-ti ringraziandola vivamente della sensibilità.

 

 

I dopocena dei miei ventanni li trascorrevo nella sala parrocchiale di Paglieta.
Lì Sandro ha iniziato il suo percorso teatrale, coinvolgendoci e facendoci innamorare.
Ricordo sempre con immensa nostalgia quelle serate.
Dopo quarant’anni apprendo con stupore misto a rabbia che il teatro del “me-ti” Perderà la sua storica sede e che, per mancanza di fondi, non potrà permettersene un'altra.
I tagli politici alla cultura hanno tutto il sapore di vendette verso una categoria, gli artisti, dalla quale il politico non si sente appoggiato e che, sicuramente, teme.
Ho sempre pensato che il teatro, così come viene inteso e fatto dal “me-ti”, sia un'opportunità unica per capire il mondo che ci circonda e per tentare di migliorarlo.
Vorrei esortare tutti gli amici del “me-ti” a sostenerlo ancora di più, economicamente ma, soprattutto, moralmente.
Non possiamo permettere che la “crisi” ci tolga la capacità di riflettere sui veri valori che ci aiutano a vivere in un mondo umanamente più dignitoso.
 
Un abbraccio a tutti gli amici del “me-ti”
 
Cristina