Oggi è stato arrestato Domenico Lucano, sindaco di Riace, un comune della Calabria esemplare a livello internazionale per aver saputo accogliere ed integrare gli immigrati trasformando il “problema” in un’opportunità per rivitalizzare il tessuto urbano, sociale, economico e culturale dell’intera comunità. In questo l’opera di Domenico Lucano è stata fondamentale.

Per svolgerla, egli ha compiuto atti che Roberto Saviano ha definito di disobbedienza civile. Gli sono valsi l’arresto.

Al di là dell’aspetto strettamente giuridico, che non spetta a noi valutare, malcelate esultanze politiche gettano su quanto accaduto oggi la luce di un’inquietante profezia. “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…Poi vennero a prendere gli ebrei…”. Tornano i versi a lungo attribuiti a Brecht, e si sa come andò a finire.

Pur senza averne alcun titolo, ci permettiamo di rivolgere un appello ai giovani. A quanti di essi hanno a cuore il mondo, il loro futuro, il futuro di tutti. A quanti sono impegnati in generose attività di solidarietà, di integrazione sociale, di lotta per la difesa dell’ambiente. O di creazione artistica, di promozione culturale. Ai giovani che abbiamo incontrato lungo la strada del teatro, che sono stati allievi del Me-ti o che non lo sono stati. Ai giovani che il teatro continuano a farlo. Impegnatevi in prima persona – tutti o almeno una parte di voi – nella lotta politica, o anche nella lotta politica. Spetta a voi decidere gli strumenti, il dove ed il come. Ma fatelo.

Costerà molto. E tuttavia senza la vostra intelligenza, il vostro cuore, il vostro studio, la vostra insostituibile conoscenza del presente, non sarà possibile cambiare, di questa società, nulla. Nulla che conti in profondità.

Si sta facendo tardi, molto tardi.

La nostra totale solidarietà a Domenico Lucano.

                                                         Il Piccolo Teatro del Me-ti