Care Amiche, Cari Amici,

Quali notizie dalla “Gallina Scalza”? E’ presto detto. Coloro che hanno preso parte ai nostri incontri estivi sanno che si tratta di una Gallina bizzarra ed imprevedibile…

Ebbene, tale è rimasta. Nessuno sa quando consentirà che la nostra piccola stazione riapra per nuovi incontri. Potrà essere a breve, fra qualche settimana, fra mesi. Vi faremo sapere.

Intanto grazie, care Amiche e cari Amici. Grazie del vostro solidale sostegno. Ma grazie anche, niente affatto secondariamente, della vostra affettuosa presenza. Essa ha fatto in modo che durante l’estate che sta terminando la stazioncina fosse, ci è parso, ciò che voleva essere: un luogo di sosta e di ristoro umano. Ce n’è molto bisogno. Respirare umanità, incontrare l’altro come persona, scambiare memorie, storie, cultura. Recuperare condizioni per uno sguardo lucido sul presente. Ritrovare, grazie alla relazione, forze, energie per incidere la propria voce dissonante su di un oggi che vede il preoccupante diffondersi di pulsioni negative e su di un domani che altrimenti ogni segno lascia presagire ancora più difficile. Senza energie e senza il desiderio di impegnarle - ogni persona come può e come sa - non si agisce su nulla. Ebbene a tutto questo, per quel pochissimo che poteva, la stazioncina voleva contribuire.

Abbiamo offerto, come potevamo, poesia, teatro, racconti, storie di donne, di migranti, storie di semplice umanità. Abbiamo tentato di proporre sguardi leggeri, sofferti e divertiti. Ma soprattutto siamo stati bene insieme, siamo tornati ad incontrare amici ed amiche di lunga data o di più recente acquisizione, abbiamo potuto conoscere persone nuove. Una grande fortuna. Una di voi ci ha detto che questi incontri restituivano molta “tenerezza”. Nelle parole, nei modi, nel relazionarsi, nel luogo, nell’aria. Grazie. L’essenziale è sempre nell’invisibile.

Bizzarrie della “gallina” a parte, i tempi dei nuovi incontri non dipenderanno da noi. Appena sarà possibile promuoverne altri lo faremo con grande piacere.

Vi abbracciamo con affetto.

                                                                 Il Piccolo Teatro del Me-ti