Un uomo, solo - avrà sessant'anni - avanza sul breve prato. Ha in mano un piccolo mazzo di fiori, i colori leggeri della primavera.

 

Raggiunge il Monumento ai Caduti. Più indietro, su di un muro, una lapide ricorda giovani caduti alle mitraglie del nazifascismo. L'uomo depone il modesto omaggio floreale, si gira, pronuncia ad alta voce poche parole su "ieri" che è sempre, anche, "oggi" e bisaccia del "domani", per quanto da allora sia cambiato tutto e tutto abbia l'inquietante parvenza di un finale. A chi parla? Non c'è nessuno. E tuttavia le parole non sono di sconforto. Anzi sono dette a testa alta, e con umiltà. Cadono in piedi, in un silenzio che rinvia a tanta parte dell'Italia di oggi. Poi, dalla strada, irrompono il grido di un bambino ed una radio che canta "...spesso promossa in Latino, sempre bocciata in Storia, l'Italia...".

E' il 25 Aprile, uno splendido mattino di primavera. I supermercati sono aperti. Onore a quest'uomo. 

 

 

                                                                               Sandro Cianci