L'imbarcazione girava ormai da tempo intorno alla stessa pozza di mare. Nessuno la voleva. Tornare indietro, per i poveracci che la occupavano, sarebbe stato impensabile. Alle loro spalle, la guerra.

 

Quanto agli altri Paesi della costa che circondava il mare, discutevano. Di migranti ce n'erano già troppi, ed il troppo stroppia. D'altro canto lasciarli morire su quella imbarcazione, là in mezzo, non sarebbe stato un gran vedere...Soprattutto agli occhi del mondo - il quale, peraltro, se ne disinteressava proprio.

Un bel problema. Qualcuno avanzò una proposta: diamogli un compito di pubblica utilità. Cioè? Facciamoli diventare "ascoltatori". Spiégati. Da noi i problemi non mancano e tutti hanno un gran bisogno di parlare. Tuttavia non c'è più nessuno che abbia voglia o tempo di ascoltare. Prendiamo quei poveracci, distribuiamoli nelle case e mettiamoli ad ascoltare quanto serve. Che ve ne pare?

Bislacca, idea bislacca. Con quali fondi li manteniamo? Chi si mette uno straniero in casa, e per di più di colore? Chi gli insegna la lingua, dove? Chi paga gli insegnanti?...No, lascia perdere.

Intanto, lungo i cieli sopra l'imbarcazione, scivolavano indifferenti i giorni e le notti. Dalle spalle arrivava il calore delle bombe. Arrivava e passava oltre. Neanche l'Inferno voleva quei fuggiaschi ridotti ad ombre. Fu allora che un bambino levò il dito verso l'alto -sono sempre loro a vedere ciò che nessuno crede. Il cielo, sì, il cielo. Questo luogo che non alza muri, questo luogo dove deflagra l'impossibile,questo luogo dove prende volto e strazia e slarga l'infinito. Il cielo.

"...Si può volare oltre le nuvole / ma sempre in alto, in alto tu vedrai / il cielo, il cielo...", cantavano le radio sulla terraferma. Lì i Paesi avevano finalmente raggiunto un accordo: ciascuno avrebbe accolto in media 10,02 migranti degli 80 presumibilmente presenti sull'imbarcazione, con un indice di oscillazione compreso fra 10,01 e 10,03 a seconda del rapporto Deficit/Pil. Poi ciascuno avrebbe deciso in piena autonomia cosa farne.

Ma ecco, quando la nave inviata in soccorso giunse sul posto, non trovò nessuno! Nessuno nessuno. Neanche sui fondali o sulla superficie del mare. Chi, dunque, li aveva voluti? Chi li aveva rubati alla loro sorveglianza, o quale miracolo aveva eclissato quei poveri cristi? Strano, molto strano. Assolutamente fuori da ogni logica, calcolo, schema probabilistico, decrittazione tecno-razionale, parametro motivazionale inerente al quadro dello SPREAD, del PIL, del PIPPIRIPPI',del PIPPIRIPPA', del PIPPIRIPPI' PIRIPPI' PIRIPPA'. Eccetera eccetera.

In realtà quei corpi, a furia di digiunare, erano diventati leggeri, così leggeri che all'improvviso se n'erano volati in cielo, come palloncini. Erano volati nel solo "luogo" nel quale il problema del dove non ha alcun senso, il solo nel quale persino il naufragio è dolce. Ma questo nessuno dei Paesi soccorritori fu capace di immaginarlo.

"...Il cielo, il cielo / si perde il pensiero quando guardo il cielo...", continuavano a cantare le radio sulla terraferma, "...si può volare fra le stelle / ma sempre in alto, in alto troverai / il cielo, il cielo...".

                                                                                Sandro Cianci