La sera, quando era ispirato, andava alla finestra e si metteva a guardare le stelle. Quando era disperato impugnava una bottiglia di vino e s'incamminava per il quartiere.

 

Di Casimiro qualcuno avrebbe potuto dire che non fosse né di destra nè di sinistra. Difatti andava da un lato all'altro della strada a seconda del vento e del vino.

Comiziava da solo: Popolo, lo sai com'è morto il piccolo Miguel, in Messico? No? Te lo dico io. Una mattina cadde in un fiume e morì. Affogato? No, avvelenato. Arsenico, acido solfidrico, mercurio, cromo, piombo e furano. Tutta roba genuina, scaricata nell'acqua dalle multinazionali dei farmaci e della plastica. "Messico e nuvole -cantava, Casimiro - la faccia triste dell'America/il vento insiste con l'armonica/che voglia di piangere ho...". 

Poi riprendeva la "via del vino" fino alla fermata successiva: Signore e signori, dei poveri sappiamo tutto: quanto non mangiano, quanto non pesano, quanto non lavorano. Sapete qual è l'unica cosa che non sappiamo? Per quale motivo sono poveri. "Messico e nuvole..." La sua voce si perdeva nei deserti della sera.

Nelle pause beveva. Poi, respinta la minaccia del tracollo, riprendeva: Ora, popolo, ti voglio parlare della cri...della cri...della crisi. Lo sai chi l'ha creata, popolo? Banchieri ed altre sottospecie di fi-fi-finanzieri. Niente paura. Rimborsati tutti. Così hanno potuto dimenticare subito il dolore. Con tutti quei so-soldi, popolo, si sarebbe potuto sfamare l'intero mondo degli affamati. Dessert compreso. Qui scoppiava a ridere di un  riso senza controllo. Poi, asciutto, concludeva: Das Kapital. 

Immancabilmente, sotto la casa di Nicolino, detto "Il Truce" per l'atroce nostalgia del fascio, si fermava: Silenzio, prego. Devo fare un annuncio storico: le classi sociali sono finite. Perciò è finita anche la lotta di classe. Lo sai, popolo, chi l'ha vinta? I padroni. Un minuto di silenzio, prego. Immobile quanto una lampadina che oscilla nello scirocco, attaccava un canto di commemorazione: "Avanti popolo alla riscossa..." Allora, da dietro le persiane di Nicolino, arrivava un sonorissimo peto. E lui, pronto: Salve, o Truce! E giù un'altrettanto udibile risposta gassosa.

Come tutto, anche la "via del vino" aveva un termine. Casimiro rientrava a casa dove non aveva nessuno che l'aspettasse, e quando i vicini credevano ormai terminato quel lungo discorso alla nazione spalancava la finestra per l'appello finale: Popolo, non lasciarti ingannare. Ricorda: das Kapital, il capitale è il tuo nemico. Firmato Carlo Marx, l'uomo che restituì una luce a milioni di poveri cristi e che venne accompagnato al cimitero da undici persone in tutto, compreso il suo becchino. Popolo...buonanotte. Poi, da dietro la finestra, si udiva venire l'ultima replica del canto: "Questo è un amore di contrabbando meglio star qui seduto a guardare il cielo davanti a me. Messico e nuvole..."

 

Di Casimiro all'improvviso non si seppe più nulla. L'ultimo testimone dice di averlo visto un giorno passare mentre - le mani in tasca e l'inafferrabile leggerezza dei passeri - canticchiava un'altra vecchia canzone: "...Strada che porti al mare/lasciami qua..."

Talvolta, tuttavia, pare ancora di udire la sua voce di ubriaco, la sera, alla solita ora, come restituita alle strade dal vento. O come se, in chissà quale parte del mondo, un pezzo di realtà si ostinasse pervicacemente a tenerla in vita.

 

                                                               

                                                               Sandro Cianci