Ho davanti a me il testo del "Giardino dei ciliegi", questo capolavoro assoluto di Cechov che racconta in modo meraviglioso, poetico, attraverso personaggi indimenticabili, un passaggio d'epoca nella Russia di inizio '900. Su questo testo mi piacerebbe tenere il corso di recitazione al quale accennavo qualche settimana fa e che spero di poter confermare fra non molto. Ma intanto mi viene da pensare che anche noi stiamo vivendo un passaggio d'epoca, e gli occhi mi vanno su degli appunti che ho sul tavolo, giusto accanto a Cechov:

 

-L'1% della popolazione mondiale controlla una ricchezza pari a quella del restante 99%; tra il marzo 2016 ed il marzo 2017 questo 1% si è accaparrato l'86% della nuova ricchezza prodotta, mentre al 50% degli abitanti della terra non è andato, di questa nuova ricchezza, neanche un centesimo; lo scorso hanno ha visto la più grande crescita del numero dei miliardari nel mondo (circa uno in più ogni due giorni) e dell'ammontare della loro ricchezza: 762 miliardi, una cifra che da sola, se redistribuita, permetterebbe di porre fine alla povertà estrema globale, non una ma sette volte.

-Scrive il sociologo Marco Revelli: "Il sistema economico globale, plasmato sui dogmi del neo-liberismo, si conferma così come quella mega-macchina globale che mentre accumula a un polo una concentrazione disumana di ricchezza produce al polo opposto disgregazione sociale e devastazione politica...".

E' dunque questa "mega-macchina", con i suoi clamorosi risultati, il bandolo della matassa, ossia ciò che destabilizza il mondo, le vite, le persone, ciò che crea profonde lacerazioni nella convivenza collettiva e nelle coscienze individuali, la vera fonte dell'insicurezza, della precarietà, della paura e del terrore, delle devastazioni ecologiche, la causa prima della grave crisi della democrazia che oggi coinvolge l'Italia e l'intero Occidente. E' essa ciò che mette abilmente poveri contro poveri e si mimetizza ai nostri occhi di comuni mortali con il favorire lo sviluppo delle più pericolose demagogie e con il creare falsi colpevoli - si chiamino, a seconda del momento, "ebrei", "rom", "immigrati" o non importa come. 

Le elezioni del 4 marzo saranno certamente un passaggio molto importante per l'Italia e non solo. Prima di esprimere un voto sulla scheda elettorale, vorrei semmai esprimere qui, pubblicamente, un "ex voto", o più esattamente, una preghiera, un appello che rivolgo a quante e quanti vorranno avere la bontà di accoglierlo: riflettiamo con maturità, coraggio e lucidità su questo quadro, assumiamolo come cardine della nostra valutazione, verifichiamo cosa ha da dire ciascuna delle proposte in campo circa la "mega-macchina" ed i suoi "dogmi" che governano il mondo e ne determinano gli assetti, nonché circa la grave crisi economica e democratica che ne è uno dei frutti più diretti e pericolosi. Quanto vi è di più importante nella posta in palio è lì dentro, dalla nostra singola, specifica vita, al destino del pianeta.

Tutto il resto è silenzio o, peggio, chiacchiera per distrazione di massa.

 

                                                                              Sandro Cianci

 

(I dati statistici sopra riportati sono tratti dal rapporto presentato da Oxfam sullo stato sociale del pianeta in occasione del recente FORUM ECONOMICO MONDIALE, al quale partecipano ogni anno esponenti di primo piano della politica e dell'economia internazionale, tenutosi a Davos (Svizzera).