DI TERRA E DI CIELO

 

 

 

"Io scrivo per così dire dietro l'aratro", racconta. "Quando i buoi si riposano lungo il solco o quando sono intento a falciare, immagino dei versi, ed una volta giunto in fondo li annoto". Vi presento qui di seguito, care Amiche e cari Amici, alcuni componimenti di poeti contadini della Serbia. Costoro hanno, quando l'hanno, la sola istruzione fornita dalla Scuola Elementare.

Vengono da una lunga tradizione, nata quando, dopo cinque secoli di occupazione turca e poi austro-ungarica, ai contadini serbi non era rimasto che il canto.

 

Vi auguro buona poesia.

 

Sandro Cianci

 

 

 

 

 

LA MADRE

 

 

I miei capelli ricordano ancora la tenerezza della tua mano.

Ecco è già molto che le tue ossa stanche si sono mischiate

alla terra del cimitero vicino alla strada del villaggio

ed i tuoi occhi sono fioriti nei fiordalisi intensi,

inquieti, che sorvegliano il tuo bambino

affinché non si perda nel bosco.

 

 

M.D. TECHITCH

 

 

 

 

AL RUSCELLO

 

 

Fermati, ruscello dai piedi agili, lascia bere i miei buoi

tutto il giorno abbiamo lavorato:

essi, la terra,

io, il cielo.

 

 

S.L. MITITCH

 

 

 

 

GLI ZINGARI: L'ACCAMPAMENTO

 

 

Sotto l'ala del crepuscolo

drizzano

un sorriso

bianco

di tela.

Nel seno d'argento

della sera

si sveglia

la musica.

 

 

D.M. JEVREMOVITCH

 

 

I BUOI

 

 

Una di quelle cose

in apparenza piccole

ma così penose:

 

quando il contadino

si separa dai buoi

e le cavezze

restano vuote.

 

 

M.D. TECHITCH

 

 

 

 

LA CONTADINA

 

 

Ha legato una nuvola alla conocchia,

ha attorcigliato un lampo al fuso...

Il vento ha spogliato il suo petto.

 

 

R.I. ISAILOVITCH