SOPRA  UNA  MANO

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

 

Questa settimana vorrei riproporvi qui di seguito delle parole di Augusta, che molte e molti di voi conoscono come attrice del Me-ti.

Colgo l'occasione per dirvi che, salvo imprevisti, nei prossimi giorni debutterà un blog collettivo dal titolo "A passo d'uomo".

 

Esso metterà insieme contributi di persone estremamente qualificate nei rispettivi ambiti e lavorerà intorno al tema di un attraversamento dell'era tecnologica che restituisca centralità al senso, ai ritmi, ai bisogni dell'uomo, al di fuori di ogni forma di alienazione.

Sebbene immeritatamente, sono onorato di essere uno dei "partecipanti".

L'indirizzo del blog è:

www.apassoduomo.it

 

Vi lascio volentieri alle parole di Augusta, dense di vita e di significati.

A presto.

 

 

                                                   Sandro Cianci

 

 

 

IL TEATRO

 

 

"Il teatro non ha bisogno di uno spazio apposito - con il palcoscenico, la buca del suggeritore, ecc. - ha bisogno invece di uno spazio che possa essere percepito da chi lo fa e da chi lo vede così come io da bambina percepivo casa mia, la mia piazzetta, il mio mare...

 

(....) Oggi comincio a percepire una certa serenità. Senza più l'angoscia che il mondo devi rifarlo tu. Quello che dobbiamo fare è prenderlo, il creato, così com'è. Goderlo e averne cura.

(....) Uno dei modi per arrivare a questa serenità è sicuramente la pratica di un'arte. E l'arte è anche il pane che tu fai.

(....) Il teatro è una forma d'arte che ha bisogno di una cura continua. E' come un bambino che devi prendere per mano e che ti prende per mano. Parlo di (....) un teatro che è un fare insieme. Come la mamma che con un bambino condivide una serie di pratiche.

 

(....) Quello che infine nel Me-ti abbiamo fatto è un teatro da poter portare in braccio, nel senso affettivo, dell'avere cura, ed in senso fisico: se ho solo questo, un vassoio, lo faccio qui, su questo spazio. E la magia sta lì, nel rendere possibile il teatro anche sopra una mano".

 

 

 

IL PAESE DI DOMANI

 

 

 

"Il paese di domani me lo immagino come vedendolo dal cielo: pieno di luce, di sole, di calore umano. Con le case bianche, il mare, l'odore del pane. Mi immagino un luogo nel quale la bellezza delle persone si riflette nel paese, un luogo nel quale tutti si tengono per mano, si amministrano da soli, lasciandosi guidare dalla poesia, dalla bellezza".

 

 

( I brani citati sono tratti dalle pp. 26-30 di: A. Natale - S. Cianci, "Il teatro sopra una mano. Conversazioni con Augusta Natale", 2015 ).