ANIME  PERDUTE

 

 

 

 

Un tempo apparivano fin troppo, in ogni ora del giorno e della notte. Nelle cucine, nei bar, nei cinema, in pubblico, in privato, in compagnia di pizzaioli, intellettuali, vigili urbani, benzinai...insomma, per dirla con Totò, in compagnia di "Chicche" e "Sia".


Parlo di certe parole. Per esempio, "rivoluzione". Prima c'è stata l'inflazione, poi, fine. Oggi questo termine è praticamente scomparso dalla circolazione, sebbene sia tangibile e molto diffuso il bisogno di un radicale cambiamento. Le ragioni sono molte (hai voglia) e la parola è grossa. Ma tutte le parole possono diventare grosse e, come questa, ...altamente infiammabili.

A me sembra piuttosto che i vocaboli non vadano né usati con troppa facilità né altrettanto inconsapevolmente rimossi, ma che vadano meditati e, di epoca in epoca, rifondati nella loro anima.

Come fa il "paesologo" Franco Arminio - più volte ospite anche del nostro "Paese Mediterraneo" - nella poesia che segue.

 

 

                                                  Sandro Cianci

 

 

 

Abbiamo bisogno di contadini,

di poeti, di gente che sa fare il pane,

che ama gli alberi e riconosce il vento.

Più che l'anno della crescita,

ci vorrebbe l'anno dell'attenzione.

Attenzione a chi cade, al sole che nasce

e che muore, ai ragazzi che crescono,

attenzione anche a un semplice lampione,

a un muro scrostato.

Oggi essere rivoluzionari significa togliere

più che aggiungere, rallentare più che accelerare,

significa dare valore al silenzio, alla luce,

alla fragilità, alla dolcezza.

 

 

 

                                                Franco Arminio

 

 

(Da: Franco Arminio, "Cedi la strada agli alberi. Poesie d'amore e di terra", Editore Chiarelettere, 2017, pag. 12)