UN ALTRO DOLOROSO ADDIO

Care Amiche, Cari Amici,

Purtroppo un'altra cara persona, Nellina, ci lascia.

Tutte e tutti voi ricordate ed avete amato questa anziana, affabile contadina che ormai da sola costituiva, come amavamo dire scherzosamente, il "Coro" e l'intero "Corpo di ballo" del Me-ti.

Sempre in attesa di poter partecipare ad un nostro nuovo evento, sempre lieta di poterlo fare, trovava nella socialità la propria più naturale dimensione. Prima di essere "Coro" con il canto, lo era nella vita. Né, crediamo, avrebbe saputo concepire l'esistenza diversamente.

 

Fra mille cari ricordi che della sua persona conserveremo per sempre, desideriamo citare almeno due per noi particolarmente forti, toccanti.

Una sera andammo a trovare lei e la sua famiglia nella loro abitazione. La nostra idea era quella di "portare" il teatro nelle case e ricevere ciò che le famiglie, dal canto loro, avrebbero desiderato proporci.

Ad un certo punto, durante l'incontro, Nellina si alzò dalla sedia e cominciò a raccontare una piccola storia, ricca di comicità. Mentre lo faceva, per un attimo, le mancò qualcosa per "mostrare" l'immagine che andava narrando: ossia quella di un ragazzo che reggeva l'asta di un crocifisso. Con sorprendente immediatezza prese allora dal tavolo lì accanto una cannuccia infilata in una bottiglia d'aranciata, la strinse tra le mani e la issò nell'aria. Così ci fece "vedere" - improvvisando un gesto di magistrale pulizia, di rara precisione, di essenzialissima fattura - il crocifisso. Il teatro era lì, era Brecht, e noi quella sera non lo "portammo", lo imparammo.

 

L'altro ricordo è questo: nel corso di un evento itinerante del "Paese Mediterraneo" - non rammento più l'anno - ad un certo punto giungemmo con il pubblico nella "Piazzetta del Me-ti" (così chiamavamo quella che si trova a fianco della nostra ultima sede); facemmo sedere le persone attorno ai tavolini lì predisposti ed annunciammo...l'arrivo della Sposa! Subito si creò una grande attesa che prolungammo di quel tanto che bastava, poi...ecco la Sposa: apparve Nellina, in cima alla scalinata che digrada verso la piazzetta, in abito nuziale e scarpe da tennis!

Discese tra noi quale figura materiale e lieve, corposa e fantasmatica, in ogni caso inenarrabile. Fu un momento di poesia struggente, pura, originaria, sacrale. Lei non recitava, lei era quella poesia.

 

Cara Nellina, i tuoi canti, i tuoi balli, i tuoi racconti, la tua persona, resteranno indelebili nel nostro cuore ed in quello delle tantissime persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti. Grazie di averci donato con i tuoi molti, inconfondibili linguaggi, la poesia non riproducibile di un mondo contadino tanto antico e dimenticato quanto ancora necessario nei suoi valori più profondi.

Che il Cielo possa restituirti, moltiplicata all'infinito, tutta la gioia che hai saputo condividere con noi e con ogni altra persona.

 

Ai tuoi cari il nostro più forte, solidale, fraterno abbraccio.

 

 

 

                                                           Il Piccolo Teatro del Me-ti