IL GIARDINO DELLE PERSONE

In un’opera teatrale di Cechov si narra di un “giardino dei ciliegi” che verrà distrutto. Insieme alle piante, si perderà un luogo degli affetti, della memoria, della bellezza. In compenso, l’artefice dell’operazione ricaverà un sacco di soldi lottizzando il terreno per permettere la costruzione di villette turistiche.
Cechov scriveva agli inizi del Novecento, nel frattempo l’ipotesi che tutto il vivente, persone comprese, sia fondamentalmente qualche cosa dalla quale estrarre la maggiore quantità di ricchezza possibile è diventata un principio assoluto in grado di condizionare fortemente il destino dell’intera umanità. Il paradosso è che più si afferma questo principio più cresce il numero dei poveri. C’è qualche cosa sulla quale dovremmo tornare a riflettere, evidentemente. A livello profondo.

Disponibile il Programma dell'edizione 2014 de

"Il Paese Mediterraneo" !!!

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STORIE DI INVISIBILI: LA BRIOCHE

 

 

 

     Era vecchia, ormai. Da bambina aveva visto la guerra. Dei sogni aveva imparato a fare a meno subito, tranne quello, si sa, di prendere marito. Cosa che un giorno fece, salvo pentirsene subito - come accadeva spesso, del resto, alle donne sposate.

DOVE  SI  NASCONDE  LA  NOSTRA  FORZA

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

 

Avrei voluto dire delle passioni "negative" che oggi sembrano dilagare - paura, odio, scoramento, disperazione... - ma capivo che avrei dovuto parlare invece della speranza.

DIECI PUNTI CHE DIVENTANO UN APPELLO

 

 

Care Amiche, cari Amici,

 

Quando avevo appena terminato di scrivere i 10 punti che mi accingo a proporvi qui di seguito mi è giunta la notizia che ieri, giovedì 31 marzo, è stato devastato il monumento a Pier Paolo Pasolini, 40 anni dopo la sua morte, nello stesso luogo dove venne assassinato, l'Idroscalo di Ostia. La devastazione è stata rivendicata.

Per questa ragione ho deciso di proporvi subito il mio scritto che era destinato ad apparire lunedì o martedì della prossima settimana, secondo la cadenza della quale vi parlavo nello scritto precedente.

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

La settimana scorsa scrivevo che, a questo punto del cammino, personalmente immagino l'identità del Me-ti definita ormai dall'essere, semplicemente, un "luogo umano". Ora aggiungo un'ipotesi di

A  CHE  PUNTO  E'  IL  ME-TI

 

 

     Care Amiche, Cari Amici,

 

 

     Forse molte e molti di voi si chiedono che ne è del Me-ti. Per rispondere a questo eventuale e giusto interrogativo provo, a titolo personale, a fare il punto.

ANDARE  VERSO

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

Prendiamo dalle pagine di Ritsos - sempre accoglienti - non una poesia ma tre soli versi. Già bastano per fare una pianta del nostro piccolo giardino.....

 LA   F E D E

 

 

 

 

     Seduto sopra un'asina, l'Uomo avanza verso Gerusalemme. Dietro di lui un codazzo di storpi, ciechi che attendono la guarigione, mendicanti e miracolati. Ai due lati della strada la folla agita rami tagliati dalle palme, butta poveri mantelli a mo' di tappeto davanti all'asina.

"Hoshiannà!, gridano, "Vieni a fare salvezza!". Chi è costui?, chiede uno. Quello che fa i miracoli. "Hoshiannà! Hoshiannà!"

COGNAC PER UN ALTARE

     Passava per Piazza Venezia 2-3 volte al giorno. Andata e ritorno, dalla casa dove abitava alla bottega di calzolaio. Mio nonno aveva vent’anni, era il 1911.

FORTEZZE E FRONTIERE

 

 

 

La mia gallina preferita era quella grigia, nel piccolo pollaio dentro lo scantinato di casa nostra. Sotto la finestra, ad un passo dalla porta per la strada.

Nei vicoli s'incontravano cani, gatti, asini, cavalli, mosche, api, maggiolini, scarafaggi, formiche a file tedesche e l'acciottolato per le biglie dai colori irripetibili.