DOVE  SI  NASCONDE  LA  NOSTRA  FORZA

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

 

Avrei voluto dire delle passioni "negative" che oggi sembrano dilagare - paura, odio, scoramento, disperazione... - ma capivo che avrei dovuto parlare invece della speranza.

 

 

Capivo che la speranza della quale abbiamo bisogno è quella che viene da un sogno-orizzonte collettivo. La chiamavano utopia, prima che diventasse una parolaccia. Un sogno-orizzonte lontano dalle pretese di assoluto che portano diritto ai totalitarismi - come il Novecento ci ha insegnato - e che recuperi il senso del limite così caro agli antichi greci. Il respiro del grande ideale e la concretezza del pane quotidiano. Le due parti umane di una sola, unitaria visione. I due elementi interconnessi di un unico sogno generoso.

 

Volevo unire le parole sulla speranza ad un brano di Albert Camus, che fu africano ed europeo insieme, insomma uno che più "mediterraneo" non si potrebbe.

 

Ma non trovavo il legame.

 

Poi ho capito che la speranza della quale parlo è la capacità di mobilitare collettivamente la forza che ogni persona ha dentro - a questo serve l'utopia -, capivo che la speranza altro non è che l'energia di vita che ci abita.

 

Allora ho trovato il legame.

 

Non mi resta dunque che proporvi il brano di Camus:

 

"Quando abitavo ad Algeri, d'inverno pazientavo sempre perché sapevo che una notte, in una sola notte fredda e pura di febbraio, i mandorli della valle dei Consoli si sarebbero coperti di fiori bianchi. Mi meravigliavo di vedere poi questa neve fragile resistere a tutte le piogge e al vento del mare. Eppure, ogni anno, resisteva, proprio quel tanto che occorreva per preparare il frutto".

 

E "quando il peso della vita diventa troppo grave in quest'Europa ancora tutta piena della sua infelicità", Camus raccomanda di non dimenticare "la forza di carattere. Non parlo di quella che sulle tribune elettorali s'accompagna ad aggrottamenti di ciglia e a minacce, ma di quella che resiste a tutti i venti del mare per virtù del candore e della linfa. Nell'inverno del mondo, essa preparerà il frutto".

 

Restiamo forti, restiamo umani.

                                                                 

                                                                     

                                                              Sandro Cianci

 

 

Nota:

 

Il brano riportato è tratto da: Albert Camus, "L'estate e altri saggi solari", pp. 66-67, Bompiani, 2003. Traduzione di Sergio Morando.